Cosa fare in caso di bisogno

In caso di pericolo immediato o di violenza subita, rivolgersi subito alle Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale), al Pronto Intervento o a un Centro antiviolenza. Il numero unico per le emergenze è il 112 – il servizio è gratuito sia da rete fissa che mobile e dispone di una funzione di localizzazione e/o identificazione del chiamante, garantendo sicurezza e tracciabilità della chiamata.

Per conoscere il Centro antiviolenza più vicino chiamare il numero antiviolenza e stalking 1522 (visita il sito)

Se si è vittima di un’aggressione fisica con schiaffi, calci o pugni, raggiungere il Pronto Soccorso più vicino e farsi rilasciare un referto dal medico di turno, oppure rivolgersi al proprio medico di base,o a un altro qualsiasi medico, e farsi rilasciare un certificato che accerti e documenti l’accaduto, data ora e circostanze. Sarà una prova scritta molto importante in caso di processo penale.

Non sottovalutare mai il rischio che si corre e non giustificare in nessun caso comportamenti violenti. Allontanarsi dal contesto violento e chiedere aiuto a persone fidate. Raccogliere e conservare le prove di minacce o stalking (lettere, biglietti, messaggini telefonici, video e foto minacciose, messaggi su facebook, messanger, email, orari dei pedinamenti, ecc). Saranno utili in caso di processo.

Rivolgersi in ogni caso ad un Centro antiviolenza o chiamare il 1522: saranno offerti aiuto e consigli per decidere come procedere legalmente e come tutelare se stesse e i figli/e.

Le consulenze legali e il sostegno psicologico dei Centri antiviolenza sono gratuiti.

In caso di denuncia e procedimento penale, le donne vittime di violenza e in difficoltà economica, possono accedere al gratuito patrocinio, cioè all’assistenza gratuita dell’avvocato, le cui spese saranno sostenute dallo Stato.

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